Calabria Ionica e Torre di Albidona

Sono passate tre settimane dal mio ritorno dalla Calabria e non so da dove iniziare per trasmettere il piacere dei giorni trascorsi in questa parte d’Italia a mio avviso un po’ dimenticata. La Calabria ha tutto quello che si può desiderare di trovare quando si parte da casa per desiderio di relax o voglia di scoprire un pezzettino di mondo.

La Calabria, o le Calabrie come mi è stato suggerito da una persona del luogo, è una terra sfaccettata con tante identità, tradizioni e culture, che sono ancora fortemente presenti e vive. Anche se le sue coste sono di forte richiamo per il turismo, la Calabria presenta un entroterra costellato di piccoli paesini in pietra aggrappati sui colli, che testimoniano una cultura montana della regione e un forte sviluppo nel passato, lontano dalle coste, da cui arrivavano nemici e invasori. La vista verso il mare e sul paesaggio circostante da questi paesini è mozzafiato. Cerchiara, Civita, San Lorenzo Bellizzi sono alcuni di questi piccoli gioielli, che ho scoperto durante il mio viaggio.

L’itinerario dei quattro giorni si è sviluppato tra San Marco Argentano e Trebisacce, scorrazzando tra la montagne e toccando questi piccoli paesi, uno dei Santuari più importanti che è il Santuario della Madonna dell’Arma, per concludersi a Torre di Albidona.

Da dove iniziare a raccontare per condividere la bellezza di questi luoghi ?

L’itinerario si è sviluppato a partire da San Marco Argentano. San Marco è un bel paese dell’entroterra, in posizione strategica, in quanto pur trovandosi sul versante ionico, è vicinissimo al Tirreno. Il centro storico del paese vanta alcune presenze architettoniche significative, come la cripta del duomo e la torre normanna, ed è un piacere passeggiare nel dedalo di vicoli e vicoletti, tra piccole case in pietra e antichi palazzi. Qui ho alloggiato presso il B&B Del Castagneto dove Elvira mi ha accolta nella sua grande e confortevole casa e mi ha fatto scoprire il paese. Il B&B è un luogo ideale per chi desidera tranquillità perché in posizione appartata e con uno splendido panorama sulle colline. Da qui si può arrivare con una breve passeggiata al centro del paese, oppure (è necessario avere un’auto a disposizione) si possono raggiungere facilmente le spiagge sul versante tirrenico o spostarsi nell’entroterra per una gita nel Parco del Pollino.

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In effetti per poter visitare comodamente questa regione è necessario avere a disposizione una macchina per potersi spostare. Le strade sono in buone condizioni, ma piuttosto tortuose specie quando ci si inoltra a visitare i paesini in montagna. Una tappa imprescindibile per chi vorrà recarsi in questi luoghi è il museo della liquirizia Amarelli a Rossano, per me una vera scoperta. Tra il Settecento e l’Ottocento in Calabria la produzione di liquirizia, che è in questa zona è di qualità eccellente, era una delle più importanti risorse economiche e veniva esportata in tutto il mondo. Oggi l’Amarelli è l’unica fabbrica rimasta e ha fondato questo museo proprio per documentare la storia della produzione della liquirizia e il suo stretto legame con il territorio.

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Territorio che conserva i segni di una storia antica. La Calabria è infatti ricca di siti archeologici e alcuni ritrovamenti, purtroppo, non sono neanche valorizzati adeguatamente. Un sito molto significativo dal punto di vista documentale è il sito archeologico di Broglio, che racconta la vita in un villaggio protostorico. La prima occupazione dell’insediamento risale alla media età dei bronzo, durante i periodi cosiddetti “protoappenninico” e “appenninico” (1700-1350 a. C.), che caratterizzano l’intera Italia peninsulare. E’ in questo periodo che in tutta la Sibaritide nascono numerosi insediamenti, spesso destinati ad un’occupazione millenaria, come appunto nel caso di Broglio.

E poi ci sono le Feste di Primavera ! Le Feste di Primavera iniziano in concomitanza con la festa di San Giuseppe, ricorrenza molto sentita nel paese di Trebisacce e vanno avanti fino a giugno. I primi a festeggiare la primavera sono i paesi più prossimi al mare e poi mano mano le feste raggiungono i paesi di montagna. La popolazione si raccoglie intorno ai Santuari e festeggia all’aperto l’arrivo della bella stagione. Nei paesi di montagna le feste di primavera sono legate ai riti arborei, antichissima tradizione che si è conservata nei paesi che si trovano verso il Parco del Pollino e al confine con la Basilicata. I tratti comuni evidenti di questi riti sono il taglio di un grosso albero, che nella piazza viene “maritato” con un “cima” generalmente sempreverde (abete, agrifoglio, pino) a seconda della disponibilità nel territorio. I riti arborei sono ancora molto partecipati e le feste che si sviluppano in relazione ad un rito arboreo sono solitamente le più belle.

Dulcis in fundo … La Masseria Torre di Albidona ! La realtà ha superato l’aspettativa ! La struttura è stata quasi completamente ristrutturata dall’attuale gestione ed è molto piacevole. Appena arrivata sono rimasta estasiata dalla vista panoramica che si gode dal piazzale davanti al ristorante e poi dal patio delle camere che si guardano verso il mare. Una distesa di alberi da frutto si estende tra il complesso e il mare. Seduti su una delle panchine del giardino o nel patio della propria camera si respira il profumo degli agrumi e l’occhio si rallegra per la festa di colori, l’arancio, il giallo, il verde, il blu. La Masseria è immersa in un parco di 80 ettari, curatissimo e coltivato con i prodotti che vengono utilizzati nel ristorante. E’ inoltre circondata da un Parco comunale, da poco risistemato con pannelli descrittivi e luoghi per una piacevole sosta, in cui è possibile fare lunghe passeggiate e magari incontrare qualche istrice (io ho trovato solo gli aculei che questi simpatici animaletti lanciano per difendersi). E chi non è sensibile al fascino della natura, sarà sedotto dai piaceri del palato. Impossibile non lasciarsi stuzzicare dai piatti a base di prodotti locali e della Masseria stessa, dalla pasta fatta a mano, dal pane di Cerchiara, dai succhi freschi e dalle marmellate artigianali a colazione. Avrei davvero voluto trattenermi qualche giorno in più !

E poi le persone. I Calabresi hanno un temperamento diverso dalle popolazioni delle altre regioni del Sud. Più riservati e composti, hanno però il calore e il senso di accoglienza che solo nel Sud d’Italia si trova; un grande amore per propria terra e le proprie tradizioni e il desiderio di farle conoscere.

Come sempre il mio intento è fornire uno spunto, una suggestione, e solleticare il desiderio di scoprire personalmente i luoghi di cui racconto.

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Curiosità in ordine sparso :

Il pallone di fichi (tecnica di preparazione / conservazione dei fichi); i fichi a crocetta (tecnica di preparazione / conservazione dei fichi) il miele di fichi (salsa densa che si ricava dalla spremitura dei fichi) il MAB, museo a cielo aperto di Cosenza; le feste di Primavera; Guardia Piemontese, paese occitano in provincia di Cosenza; i paesi di cultura arbëreshë; il biondo tardivo, l’arancio dolcissimo che si raccoglia a primavera inoltrata; Museo dell‘Arte Olearia e della Cultura Contadina “Ludovico Noia” di Trebisacce (fortemente voluto dai fratelli Noia)

Pensieri in ordine sparso: 

A Salerno finisce l’Alta Velocità e inizia un’Italia che si muove con una marcia diversa (il tratto da Salerno a Paola in Intercity è stato abbastanza impegnativo perché si tratta di un brutto tratto di ferrovia); il ritorno in bus è stato divertente (12 ore di bus non sono peggio di un volo intercontinentale); per trovare qualcosa di diverso non è necessario cambiare continente; la colazione con vista mare alla Masseria Torre di Albidona è stato un momento di estasi; ho incontrato persone generose e appassionate e quando capita, è sempre una grande occasione di arricchimento.

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