A ciascuno il suo viaggio

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C’è chi nasce viaggiatore o ha la fortuna di farlo sin da giovanissimo, per conto proprio o con i genitori, chi considera che un viaggio per poter essere considerato tale debba avere essere avventuroso e o estremo, chi snobba i viaggi organizzati, non destinati a “VERI” viaggiatori, chi pensa che un viaggio non possa essere chiamato tale se non presenta un certo livello di scomodità e disagio.

Io non credo che si possa viaggiare cercando di mangiare la pizza della nonna e la pasta della mamma in ogni luogo che si visita (gli italiani sono un po’ esigenti in fatto di cibo), e che ci vada una buona dose di adattabilità quando si viaggia, ma a mio avviso non esistono “viaggiatori di serie A” o “viaggiatori di serie B”, veri viaggiatori o turisti, a seconda dell’approccio organizzativo con cui si imposta il viaggio.

Un viaggio è come un abito su misura e ciascuno di noi in base alla propria esperienza, conoscenza, senso di avventura deve trovare la sua dimensione. Anche una semplice vacanza, se vissuta con il giusto spirito, può trasformarsi in un viaggio. E’ chiaro che la differenza culturale, di paesaggio, di contesto del luogo che si va a visitare, possono rendere il viaggio più o meno intenso, importante, significativo.

Ma io non credo che sia solo questo. Si legge e si sente di tutto in tema di “esperienza di viaggio”, perché comunque la componente personale e la permeabilità con cui incontriamo un luogo, sono elementi fondamentali che ne cambiano la percezione.

Ma chi sono i VERI viaggiatori ? Io credo che oggi i veri viaggiatori siano pochissimi, se consideriamo viaggiatori coloro che partono alla scoperta di mete pressoché sconosciute. Ormai non c’è quasi nulla di non noto, non visto, non documentato. E anche chi viaggia “Fai da te” parte con un programma dettagliato di cose che “deve fare” e “deve vedere” sulla base di suggerimenti, letture, informazioni, raccolte per la preparazione dell’itinerario. E, forse anche più di coloro che invece decidono di appoggiarsi al turismo organizzato, arriva a destinazione con gli occhi e la testa già pieni di dati e immagini.

Il VERO viaggiatore è a mio avviso un esploratore e l’esploratore per definizione lascia che sia il luogo a definire il suo itinerario, e non il contrario. Nessuno di noi oggi ha il tempo per essere un esploratore e quindi siamo destinati essere dei viaggiatori – turisti. Non semplici turisti perché lo scopo del viaggio è la conoscenza di un luogo e il desiderio di entrare in contatto con la realtà del paese che si visita, lasciando a casa la pizza della nonna e la pasta della mamma, ma nemmeno VERI viaggiatori perché, indipendentemente dal modo in cui si decide di viaggiare, tutti andiamo a visitare luoghi più o meno noti, previsti negli itinerari turistici di ciascun paese.

Come viaggiare ? E’ di moda il fai da te. E’ di moda il low-cost. Spesso non si pensa ai rischi del viaggio e a quello che comporta. Chi desidera viaggiare deve essere cauto e responsabile. Il fai da te non è per tutti. Il low-cost non è sempre possibile. Probabilmente la mia idea è impopolare, ma io credo che il viaggio imponga in primis un contronto con noi stessi, le nostre capacità, le nostre paure e i nostri limiti. Bisogna saper valutare tutti questi fattori con onestà e scegliere la soluzione di viaggio senza sentirsi “viaggiatori di serie B” per non aver deciso di prenotare il solo volo e poi vedere cosa succede in loco, oppure per aver scelto un hotel comodo invece che dormire nel primo alberghetto in cui ci si imbatte. Ci sono tempi, momenti, storie e innanzitutto luoghi. Ci sono luoghi in cui imbastire il viaggio in loco è più semplice, immediato, sicuro. Altri meno. Per cui organizzare il viaggio è una scelta saggia. Ci sono tempi o situazioni personali che non lo consentono.

Io ho viaggiato in tanti modi … e in ogni situazione ho avuto modo di riscontrare elementi positivi e negativi . Piano piano ho cercato di trovare il mio modello di viaggio, il vestito che mi sta bene, che mi fa sentire bene e mi permette di trarre il meglio. E poi come in tutte le situazioni della vita, bando alle aspettative e spazio all’inatteso. Nessun viaggio è perfetto, ma spesso è l’imperfezione o la piccola disavventura che lo rendono indimenticabile.

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